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Quando si parla di raccolta differenziata si pensa esclusivamente alla plastica, al vetro e alla...
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2020-01-29 11:31:24
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Smaltimento toner e cartucce

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Offriamo l'Eco-box per non avere pensieri e rispettare l'ambiente

Quando si parla di raccolta differenziata si pensa esclusivamente alla plastica, al vetro e alla carta. Ma il riciclo comprende anche le cartucce e i toner delle stampanti, che, se opportunamente raccolte, selezionate, smontate e ricostruite, possono tornare a svolgere il loro lavoro come prima. Una volta esauriti, infatti, i toner e le cartucce, non possono essere assimilati ai rifiuti urbani, ma rientrano nella categoria dei rifiuti speciali, (classificati in pericolosi e non pericolosi).

La legge italiana con i Dlg. 152/2006 e Dlg. 205/2010 ha introdotto l’OBBLIGO dello smaltimento di questo tipo di rifiuti da parte di operatori autorizzati. Per chi trasgredisce sono previste pesanti sanzioni amministrative e in taluni casi perfino denuncia penale.

Vi è quindi una procedura speciale per aziende ed uffici, ed in generale per tutti i possessori di partita Iva, che hanno l’obbligo di eliminare questi rifiuti e dimostrarne l’avvenuto smaltimento. Per svolgere correttamente questo processo, ci sono ditte specializzate che provvedono al ritiro dei rifiuti e seguono l’iter burocratico, rilasciando a fine servizio il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR).
Per essere in regola e non imbattersi quindi in sanzioni, toner e cartucce esaurite devono essere collocate all’interno di appositi contenitori di tipo eco–box. Provvisto di coperchio, per evitare la dispersione di polveri e/o liquidi,. Lo stoccaggio deve avvenire, inoltre, in luogo asciutto, non esposto ad agenti atmosferici e non sottoposto a sbalzi termici.

Il deposito in ecobox è temporaneo, per un periodo limite di 365 giorni. Le aziende e i professionisti devono provvedere allo smaltimento, così come stabilito dalla legge (Art. 183 comma 1 lett. M del D. Lgs. 152/06 e D.M.22 ottobre 2008).

A trasportare, e conseguentemente smaltire i rifiuti, possono essere soltanto operatori specializzati che rilasciano un formulario specifico (FIR), una sorta di bolla di accompagnamento che segue materialmente il trasporto dei rifiuti. In questo modo l’impresa, l’ente o lo studio professionale produttore del rifiuto, è in grado in ogni momento di provare che tutto si è svolto correttamente. Il formulario è composto da quattro copie: la prima resta al produttore del rifiuto, la seconda all’operatore dell’impianto di recupero/smaltimento, la terza la tiene il trasportatore, mentre la quarta deve essere restituita al produttore entro 90 giorni dalla consegna del rifiuto all’impianto.
Chi pensa di poter fare da solo o, peggio ancora, eliminare toner e cartucce nei cassonetti stradali, non adeguandosi alla legge, può incappare in pesanti sanzioni. Oltre a procurare seri danni all’ecologia:

Le sanzioni vanno infatti da euro 2.600 a 15.500 per i rifiuti non pericolosi, e fino a euro 93.000 per i pericolosi. Vi è anche una sanzione amministrativa accessoria che comporta la sospensione, da un mese ad un anno, dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e da quella di amministratore.

Dare la possibilità al toner esausto di essere riciclato, con l’avvenuto smaltimento, non è soltanto obbligatorio per legge, ma comporta anche un risparmio economico e dei benefici ambientali. Per produrre una cartuccia servono infatti oltre quattro litri di petrolio, mentre per ricostruirla non se ne consuma neanche una goccia. Inoltre durante il processo di riciclo le carcasse e le minuterie vengono utilizzate per produrre nuove cartucce, mentre le parti metalliche e di plastica vengono lavorate e trasformate in materie prime per la realizzazione di altri prodotti. Infine l’utilizzo di nastri e cartucce riciclate consente un risparmio economico che va dal 30% al 70%.

Il toner e la salute
“Polvere finissima contenente particelle di carbone, ossidi di ferro e resina,  usata come inchiostro dalle stampanti laser, nelle fotocopiatrici e nei fax.” E’ questa la definizione di toner che troviamo su Wikipedia: “(…) il toner e la carta, unitamente ai gas già presenti nell'ambiente, vengono elaborati nell'apparato di stampa che rilascia, (…..) composti organici volatili, particolato con particelle di dimensioni che possono andare da 1 fino a 1/10 di micrometro (in grado cioè di entrare nei polmoni), ozono e selenio”.

A parlare di rischi per la salute però, non è soltanto Wikipedia. Sempre più spesso infatti sentiamo parlare attraverso i media di eventuali conseguenze dannose per il nostro organismo, dovute all’esposizione al toner. Diversi studi e analisi sono stati fatti in proposito. Secondo alcuni centri di ricerca internazionali sarebbero quattro i materiali cancerogeni emessi dal toner: benzene, formaldeide, stirene, ossido di titano.

A tal proposito è altresì importante la sensibilizzazione dell’usufruitore di macchinari di stampa all’applicazione di specifici filtri che blocchino le polveri sottili immessi nell’aria dalla macchina di stampa stessa.

E’ lo stesso decreto 152/2006 che al paragrafo 13.20 definisce la tipologia del rifiuto che può essere recuperato e riutilizzato: “gruppo cartuccia toner per stampanti laser, contenitori toner per fotocopiatrici, cartucce per stampanti fax e calcolatrici a getto d’inchiostro, cartucce nastro per stampanti ad aghi”.
Rigenerando le cartucce quindi, si riduce la produzione di rifiuti destinati alla discarica, risparmiando sulle materie prime, in primis il petrolio. Nel caso in cui, infine, la cartuccia non potesse essere recuperata per intero, viene ridotta in frammenti, riciclando separatamente plastica e metalli.

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