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Il ban imposto da Trump su Huawei continua ad avere ripercussioni importanti sull’intero panorama...
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2020-02-07 09:46:43
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Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo si alleano contro Google Play Store

Asse cinese contro USA

Il ban imposto da Trump su Huawei continua ad avere ripercussioni importanti sull’intero panorama Android. Come sappiamo, il colosso cinese è da tempo al lavoro su un proprio sistema operativo (Harmony OS), che però richiederà ancora parecchio lavoro, si parla di anni. Per il momento, gli smartphone Android della compagnia continuano a vendere bene, vuoi per il comparto hardware curato, vuoi perché esistono app alternative che sopperiscono all’assenza di quelle ufficiali di Google. Naturalmente non si può fare molto se le app in questione necessitano di Google Maps per funzionare a dovere, dunque permangono delle importanti limitazioni. Per superarle, sembra che la stessa Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo abbiano deciso di far fronte comune contro Google e Play Store.

Vivo è relativamente nuova in questo mercato, ma ha saputo già ritagliarsi uno spazio importante, con una commercializzazione che si è spinta in occidente ottenendo un buon successo. Le altre tre sono dei veri e propri colossi, che ogni anno collocano milioni di smartphone Android nei negozi di tutto il mondo, godendo di una ricezione ottima da parte del pubblico.

Secondo le informazioni riportate dall’autorevole testata Reuters l’obiettivo comune è rendersi del tutto indipendenti dalle aziende degli Stati Uniti, in maniera tale da potersi muovere in autonomia. Si parla quindi di GDSA, ovvero Global Developer Service Alliance, una sorta di piattaforma alternativa in cui poter distribuire contenuti di qualsiasi tipo e in qualsiasi mercato. Si tratterebbe in pratica di uno standard per superare le piattaforme chiuse di ciascun produttore. Tutto ciò risulterebbe quindi più appetibile per gli stessi sviluppatori, che vedrebbero incrementare in modo sostanziale il bacino di utenza. 

Secondo Reuters la nuova piattaforma verrà presentata a Marzo 2020, e sarà inizialmente distribuita sui mercati di India, Russia, Indonesia e altri 6 non meglio definiti. Sarà una maniera alternativa e molto più diretta per raggiungere dei mercati numericamente interessanti, specie nel momento in cui la piattaforma si farà strada in Cina. Le scelte di Trump potrebbero avere delle conseguenze catastrofiche per l’intero universo Android.

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