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Huawei Music è da qualche giorno attivo sul mercato europeo, Italia compresa. Si tratta della...
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2020-03-20 10:00:48
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Huawei Music disponibile anche in Italia per dare battaglia a Google

Un'alternativa a Google Music

Huawei Music è da qualche giorno attivo sul mercato europeo, Italia compresa. Si tratta della proposta di Huawei per contrastare il ban di Trump, un servizio che è a tutti gli effetti un’alternativa a Google Music.
La musica in streaming rappresenta oggi un mercato molto interessante, dominato da Spotify ed Apple Music. Google è un po’ più indietro con il suo Music, ma ha portato avanti delle politiche intelligenti pensando ad un’integrazione con il sempreverde YouTube.

Huawei Music è gratuito per il primo mese, dopo di che si dovrà pagare un canone mensile di 9,99€. Il prezzo è allineato con quello di Spotify, il che non è necessariamente un bene. Molti utenti hanno espresso la propria delusione per un costo che, almeno al lancio, avrebbe potuto essere più aggressivo. Se infatti Spotify e simili hanno dalla loro piattaforme rodate tantissimi artisti anche della scena indipendente, Huawei Music è un servizio ancora giovane, che per forza di cose non può offrire la stessa ampiezza di contenuti.

Huawei ha comunque lavorato bene in termini di interfaccia e semplicità di utilizzo. L’applicazione è esteticamente gradevole, user friendly, dotata delle funzioni che ci aspettavamo di trovare. La qualità sonora massima dovrebbe essere di 640 kbps, ma per il momento sembra che non si vada oltre i 320 kbps.
Huawei Music è scaricabile dalla App Gallery dei terminali Huawei e Honor. Chi possedesse uno smartphone Android di un altro produttore può comunque utilizzare il servizio installando il file apk, che è possibile scaricare direttamente dal sito ufficiale.

Il braccio di ferro tra Cina e Stati Uniti sembra quindi continuare. App Gallery è diventata in brevissimo tempo la terza piattaforma per il download di app su smartphone, dopo Google Play Store ed Apple App Store. Le decisioni di Trump rischiano di portare una moltitudine di consumatori ad abbandonare il negozio ufficiale di Google, con ovvie ripercussioni sui guadagni della compagnia americana. Un danno collaterale importante, ed è lecito domandarsi se il Presidente Trump ne avesse tenuto conto prima di operare la sua scelta.

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