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Nel corso del 2020 vedremo una diffusione delle tecnologie 5G sul territorio italiano, a partire...
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2020-01-23 12:41:59
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Il 5G è realtà, quindi si parla di 6G, e il Giappone è in testa

Buone notizie per i nostri figli

Nel corso del 2020 vedremo una diffusione delle tecnologie 5G sul territorio italiano, a partire dai più grossi centri urbani. I gestori telefonici continuano a investire milioni di euro tra antenne, ripetitori e il diritto di sfruttare certe bande piuttosto che altre. Mentre ci prepariamo alla rivoluzione ormai alle porte, il Giappone non vuole farsi trovare impreparato con la generazione successiva, ovvero quel 6G previsto per il 2030.
Mancano ancora 10 anni, certo, ma occorre mettersi al lavoro da subito per non partire in svantaggio. Questa sorta di “ansia da prestazione” potrebbe dipendere da un certo ritardo accumulato proprio dal Paese del Sol Levante con la diffusione del 5G. Il Giappone non è riuscito infatti a restare in prima linea, trovandosi superato sia dai cinesi di Huawei che dagli occidentali di Qualcomm.

Con il 6G si desidera quindi cambiare musica: entro la fine di Gennaio 2020 si formerà un comitato di ricerca sul nuovo standard, che sarà guidato da Makoto Gogami, preside della prestigiosa Tokyo Daigaku (Università di Tokyo). Il lavoro sarà supervisionato direttamente dal ministro Sanae Takaichi. Nel giro di pochi mesi entreranno nello staff anche dei rappresentanti di NTT Docomo (il più importante gestore telefonico del Paese) e di Toshiba. Il governo ha stanziato in totale circa 2 miliardi di dollari per finanziare ricerca e sviluppo sulle tecnologie 6G.

Per il momento si parla solo di velocità, che dovrebbero essere orientativamente 10 volte superiori rispetto a quelle raggiungibili su 5G. Come ben sappiamo però, uno dei vantaggi principali del 5G non è tanto la velocità (che resta considerevole), quanto piuttosto la stabilità. La costanza della connessione e l’assenza di forti fluttuazioni permettono, in teoria, prestazioni simili a quelle che si otterrebbero via cavo. Diciamo questo perché è chiaro che il 6G non potrà limitarsi a un semplice incremento velocistico, dovendo ampliare soprattutto lo spettro delle possibilità per il cliente finale.

Per il momento resta quindi un futuro tutto da definire.

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